CIAO PANTELLERIA!

Periodo: 5 giorni ad inizio estate, dal 27 giugno all’1 luglio 2014. Le foto sono della sottoscritta, come per gli altri articoli del blog… orgogliosa a dirlo 😄.

Forse sarebbe meglio dire “bentrovata mia cara, mi sei mancata tanto”!
Sono tornata su questo magnifico “scoglio” dopo tanti anni di latitanza e ho scelto un periodo eccezionale per farlo.. fine giugno! Così come eccezionale è stata la mia compagna di viaggio.. mia madre 😉. La permanenza sull’isola purtroppo é stata breve, soltanto 5 giorni, ma sono valsi molto di più.

Cala Cinque Denti
Cala Cinque Denti

Per chi non la conosce, Pantelleria è talmente particolare che o la si odia o la si ama. Sicuramente è un detto un po’ banale che si accorda a molti luoghi, ma qui è veramente così. A prima vista l’isola può sembrare molto aspra e selvaggia, quasi al limite dell’inospitale ma è proprio questo il segreto della sua bellezza senza pari. Infatti, man mano che la scopri, ti rendi conto che ti abbraccia calorosa come un’amica che ti conosce da sempre e che non vedeva l’ora di rincontrarti… Pantelleria è anche generosa e offre moltissimo ai visitatori, tanti dei quali tornano volentieri o addirittura se ne innamorano e ci si insediano inventandosi un mestiere. Oltre al mare d’incanto, c’è da vedere e scoprire molto anche all’interno dell’isola.

Parziale vista della casa vip di Giorgio Armani
Parziale vista della casa vip di Giorgio Armani

Dopo questa premessa che spero possa stuzzicare la curiosità di qualche viaggiatore, andiamo con un po’ di notizie utili e poi con un diario di viaggio.
La prima caratteristica da tenere bene a mente su Pantelleria è che non ha spiagge. È un’isola di soli scogli, l’unica rena che ho visto (dietro l’isola e raggiungibile solo via mare) ha i “granelli” grossi come pugni… quindi se siete alla ricerca di una cartolina paradisiaca fatta di finissima sabbia bianca e di mare chiarissimo, compratevi una nuova guida turistica e cambiate meta! Oppure potete scegliere di esplorare Pantelleria con la giusta curiosità del buon viaggiatore e mettere da parte lo scetticismo per capire quanto meraviglioso sia tuffarsi direttamente dallo scoglio in un mare blu profondo che mi emoziona solo a ripensarci… il mare di Pantelleria è così: blu scuro, a tratti blu notte con sprazzi d’intenso verde smeraldo… ah, qui non si entra in acqua bagnandosi il pancino poco alla volta, qui ci si tuffa tutto d’un fiato e basta… anche perché, se vi viene in mente di bagnarvi un pezzettino per volta, saranno gli spruzzi dei tuffi dei bambini, talmente temerari e piccoli da non arrivarvi alla vita, che vi faranno cambiare idea 🙂
Un consiglio per la valigia: non portate l’ombrellone, è piuttosto difficile piantarlo tra le rocce… invece utili e comodi sono i materassini da palestra, quelli che si arrotolano, sopra cui stendere l’asciugamano. Inoltre sono da portare un paio di scarpette da scogli o le classiche Mares con il cinturino oppure delle vecchie scarpe da ginnastica… saranno valide per scarpinare sugli scogli. E una buona protezione solare, qui il sole picchia assai.

Dammuso a Cala Tramontana
Dammuso tra Cala Tramontana e Cala Levante

L’isola non è proprio minuscola, copre circa 80 km quadrati e la perimetrale che corre lungo tutta la costa misura una quarantina di km. Non è affatto piana, poiché è un ex vulcano ed ha un bella montagna verdissima di oltre 800 metri. È più vicina all’Africa, dalla quale dista solo 70 km, che all’Italia, il che l’ha resa molto arabeggiante.. i nomi delle molte frazioni infatti sono di derivazione araba.
Gli abitanti sono circa 7 mila, distribuiti tra Pantelleria paese e le molte altre località dell’isola. Pantelleria è abitata quasi ovunque, le case sono sparse un po’ dappertutto sull’isola e difficilmente ci sono zone completamente prive di insediamenti. Accanto ad alcune abitazioni, si possono vedere i “giardini arabi”: sono delle costruzioni circolari a secco in pietra lavica, senza copertura e del diametro di alcuni metri in cui vengono coltivate le piante che più temono il costante vento di Pantelleria, in genere gli agrumi. Spesso sono accompagnati dalle immancabili piante di bouganvilles e hibiscus, per cui, se visti dall’alto e durante le fruttificazioni e le fioriture, sono uno spettacolo di colori.
Un altro tratto comune di Pantelleria è la costante presenza di campi coltivati a uva e capperi. Le viti nane e le piante di capperi qui sono ovunque e sembrano rappresentare, con la loro piccola dimensione, la forza della natura che, anche su una terra rocciosa e infuocata, riesce a dare dei frutti squisiti… infatti i capperi e il Passito di Pantelleria, un vino dolce e liquoroso, sono conosciuti in tutto il mondo e apprezzati x la loro unicità.

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Pianta del cappero

Come arrivare e come muoversi: sperare di volare con un diretto fuori dall’alta stagione è quasi un’utopia, o per lo meno richiede di adattarsi a tabelle di volo che, quando si hanno pochissimi giorni a disposizione, sono un po’ restrittive e magari ti fanno sprecare qualche mezza giornata preziosa come l’oro. Meglio ripiegare su un comodo volo con scalo, una qualsiasi compagnia raggiunge con poco prezzo e molte disponibilità orarie sia Palermo che Trapani. Da questi due aeroporti partono diversi voli locali giornalieri, le tratte sociali dell’Alitalia (su aerei Mistral Air), che consentono di arrivare sull’isola nell’arco di tutta la giornata senza troppa attesa tra l’arrivo a Palermo o Trapani e la ripartenza per Pantelleria.
Arrivare via nave è più dispendioso in termini di tempo, considerando che dall’aeroporto bisogna raggiungere il porto di Trapani. Tuttavia è comodo perché si ha la propria auto a disposizione ed è fattibile per chi vive o già si trova in Sicilia, le ore di traghetto non sono troppe e ci sono, mare permettendo, anche gli aliscafi.
Un altro consiglio, in caso di arrivo in aereo, è quello di noleggiare un’auto o uno scooter per girare tutta l’isola. Secondo me è meglio una macchina, l’ideale è un bel pandino che scende e si inerpica dappertutto e consente di trasportare agevolmente il bagaglio o di fronteggiare un’eventuale giornata di pioggia, cose che lo scooter permette molto limitatamente. Però quest’ultimo, specie in piena estate, è il massimo per godersi il panorama e l’aria mentre si sta in movimento.
Un ultimo consiglio: se potete, in un giorno di tempo bellissimo e mare piatto, noleggiate un gommone se siete esperti oppure fatevi portare da uno dei tanti barcaioli locali a fare un giro via mare di tutta l’isola. La circumnavigazione di Pantelleria è assolutamente un must! Ci sono molte cale e calette raggiungibili solo via mare che sono un’autentica meraviglia.

Vista sul porto dalla nostra camera dell'albergo
Vista sul porto dalla nostra camera dell’albergo

Dove dormire: alberghi, residence e appartamenti ce ne sono quanti ne volete, sia in paese che nelle altre contrade. Ma se ne avete l’occasione, consiglio vivamente di prendere in affitto un dammuso, la tipica abitazione locale, x trascorrere la vacanza, specialmente se di almeno una settimana. Così avrete la possibilità di vivere l’autentica atmosfera pantesca 😍.
I dammusi sono antiche costruzioni cubiche in nera roccia lavica, diffusissimi soprattutto fuori dai centri principali, con il tetto a cupola e verniciato di bianco. Sono molto belli esternamente e sono costruzioni davvero particolari che esistono solo qui. Diffidate se qualcuno fuori da Pantelleria parla di dammusi, gli originali sono solo qui! 😜
Inoltre quelli antichi hanno le pareti spesse circa 1 metro, con poche finestrelle quadrate, allo scopo di mantenere il fresco dentro al dammuso.
In passato spesso erano utilizzati come stalle o depositi ma oggi molti sono stati ristrutturati e riadattati a bellissime abitazioni, con tettoie esterne di cannucce e con bouganvilles e hibiscus dai colori vivaci.
Sono stati costruiti anche molti dammusi nuovi, non proprio come quelli antichi, ma almeno esteticamente si è rispettata la tradizione dell’isola…

I colori dell'acqua di Cala Tramontana
I colori dell’acqua di Cala Tramontana

La mia vacanza: una volta sbarcata sull’isola mi ha accolto il suo immancabile vento… è una delle caratteristiche di Pantelleria, maestrale o scirocco qui si alternano per 330 giorni all’anno. Insomma, qui “sciuscia” quasi sempre un po’ d’arietta, ma non c’è da preoccuparsi perché, a seconda del vento, una spiaggia riparata si trova sempre, basta chiedere consiglio ai locali che sapranno indirizzarvi sul sicuro.
Un’altra presenza immancabile che mi ha accolto con piacere è quella di un mio amico che vive e lavora da sempre qui e che ha fatto sì che la nostra permanenza sia stata ancora più familiare. Grazie Ale 🙂
L’albergo in cui abbiamo soggiornato è il Blue Moon, una bella struttura bianca e blu in paese di fronte al porto. Non è caro, ha il parcheggio, è dotato di camere grandi e carine, è pulito, offre una buona prima colazione, non è silenziosissimo proprio perché sta difronte al porto e su una strada di passaggio ma, a meno che non abbiate orecchie ipersensibili, è più che accettabile.. mia madre, dotata di sonno quasi impalpabile in quanto a leggerezza, non smentisce, il che è una garanzia 🙂

Il laghetto delle ondine
Il laghetto delle ondine
Ondata che riempie il laghetto delle ondine
Ondata che riempie il laghetto delle ondine

Primo pomeriggio al mare: ci siamo buttate (credetemi, è proprio il termine giusto) al Laghetto delle Ondine. È una “buca”, grande all’incirca come una piscina olimpionica, a punta Spadillo, più alta del livello del mare di alcuni metri e che quindi si riempie di acqua soltanto quando quest’ultimo è molto mosso. Per cui ci si trova in una meravigliosa piscina naturale, calmissima, color verde smeraldo e blu, che si muove leggermente soltanto quando entra qualche ondata. Ai margini di questa meraviglia ci sono rocce più o meno piatte che consentono di sdraiarsi senza troppi sacrifici.
Si arriva al laghetto dalla strada perimetrale, entrando al bivio per punta Spadillo e parcheggiando sotto il faro. Poi ci si incammina per un sentiero sulla sinistra, segnalato da cartelli, e ad un tratto si apre la vista dall’alto su questo specchio d’acqua. Gli ultimi metri sono un po’ da free climbing, tant’è che mia madre mi ha chiesto titubante “l’isola è tutta così?”, ma la fatica è ampiamente ripagata dalla bellezza dell’acqua praticamente immobile mentre a un paio di metri sotto sbatte il mare nervoso… un divertimento di chi viene qui è quello di piazzarsi al bordo esterno del laghetto e farsi sovrastare dalle ondate che riescono ad entrare. Un po’ “frizzante” ma non eccessivamente pericoloso 😀

Lago specchio di Venere
Lago specchio di Venere
Lago Specchio di Venere
Lago Specchio di Venere

Giornata successiva: il lago Specchio di Venere. Questo gioiello naturale è molto semplice da raggiungere, seguendo le indicazioni sulla perimetrale ad un bivio si devia e dopo poca strada e alcune curve si apre all’improvviso una vista che definire mozzafiato è riduttivo… il bello di mostrare questo posto a chi non lo conosce è arrivare all’ultima curva e dire “pronti? .. e 1.. e 2.. e 3!” E al 3 si apre tutta insieme la vista su questo paesaggio come se sullo sfondo stradale avessero appena caricato una diapositiva bellissima…
Con la macchina si riesce a scendere fino ad un parcheggio sulla sinistra del lago, una volta addirittura si sostava sulle spiaggette, fortunatamente adesso non è più consentito. Il lago è di forma quasi circolare ed è interamente circondato da una stradina che consiglio di intraprendere a piedi per una bella passeggiata naturalistica, indicata anche per il bird watching… non di rado si fermano in queste acque i bellissimi fenicotteri rosa.
L’acqua del lago è chiarissima ai margini per via della bianca sabbietta sulfurea e azzurro intenso al centro. Si presta ad una lunga nuotata ed è l’ideale nei giorni di mare mosso se non si ha voglia di andare dietro l’isola. Inoltre, in alcune aree, riconoscibili dalla presenza di fanghiglia e di bolle sulla superficie, l’acqua è calda per via di fenomeni geotermici. Il fango sulfureo, presente in questi punti e di facile raccolta, consente di farsi un trattamento spa fai-da-te che lascia la pelle liscia e pulita. Garantito!

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Panorama prima di Martingana

Un pomeriggio a Martingana. In genere qui ci si viene quando è brutto tempo, in particolare quando imperversa il maestrale, perché Martingana si trova dietro l’isola, a sud-est, ed è ben riparata dai venti da Nord. Per me invece Martingana è semplicemente il mare del pomeriggio, indipendentemente dal tempo, perché la ritengo una delle rade più belle di tutta Pantelleria… qui l’acqua ha dei colori veramente particolari. La strada che scende a Martingana si prende sempre dalla perimetrale, il bivio è segnalato da un cartello, e la via che scende giù è un tantino inquietante perché è composta da una serie di tornanti a strapiombo sul mare 😮 … ma è esente da rischi, tranquilli… Si parcheggia sotto una decina di bei dammusi, con vista che-te-lo-dico-a-fare, e si prosegue a piedi per una delle due discese a mare che racchiudono, una volta terminate, una caletta bellissima. Il posto per sdraiarsi non è dei più comodi ma, se ci adatta, un tuffo in quest’acqua meravigliosa ripaga tutto lo sforzo 🙂

Arco dell'elefante
Arco dell’Elefante
Cala Levante
Cala Levante
Trasparenze a Cala Levante
Trasparenze a Cala Levante

Mattina seguente: Cala Levante. È un piccolo centro che comprende Cala Tramontana, Cala Levante e l’Arco dell’Elefante. Sono tre discese a mare molto belle, di cui la più gettonata è l’ultima, un grande arco somigliante alla proboscide di un elefante che si tuffa nell’acqua blu. Si trovano lungo la costa est dell’isola, sotto le frazioni di Khamma e Tracino.
Dalla perimetrale ci sono le indicazioni per raggiungerle e la strada è breve. Si incontra prima Cala Tramontana, poi si prosegue per Cala Levante dove c’è un minuscolo borghetto con un albergo e alcuni locali e andando avanti, dove finisce la strada, c’è la meraviglia dell’Arco dell’Elefante. Ad agosto la zona è molto frequentata e quindi la strada è piena di macchine parcheggiate ma a giugno è un bellissimo spettacolo perché la via è deserta e si riesce ad apprezzare per intero la bellezza di tutto il panorama.

Pranzo goloso da Pinuzzo
Pranzo goloso da Pinuzzo
Alberi della Montagna Grande
Alberi della Montagna Grande
Frescura sotto gli alberi in Montagna Grande
Frescura sotto gli alberi in Montagna Grande

Un pranzo diverso dal solito. Dopo aver passato la mattina al mare, ci siamo armate del nostro solito pranzo al sacco, ovvero pizza e arancini da Pinuzzo, e ci siamo dirette in montagna! Questo è un altro lato fantastico di Pantelleria, in mezz’ora di macchina si passa dal caldo delle spiagge assolate al fresco della montagna ombreggiata.
Per arrivarci basta seguire le indicazioni per Montagna Grande o per Sibà o per l’aereoporto dalla solita strada perimetrale… Consiglio, prima di arrivare in cima, di fare una sosta alla grotta del bagnoasciutto. È una grotticina con una sauna naturale che deriva, come per l’acqua calda al lago, dall’attività geotermica costantemente presente sull’isola. All’imboccatura della grotta il vapore trae in inganno perché non sembra molto intenso, ma entrando e spingendosi fino in fondo la temperatura sale e diventa infernale! Il gioco qui è vedere chi resiste più a lungo e una volta usciti si gode di una frescura incredibile! Si scarpina un quarto d’ora per arrivarci ma la grotta merita davvero. Come annunciato, Pantelleria è molto generosa e ricca di particolarità 🙂
Proseguendo verso la Montagna Grande, grazie ad una stradina che si inerpica attraverso i boschi di pino nano, si arriva fino in cima, dove ci sono alcuni spiazzi per parcheggiare e far riposare l’auto e alcune aree attrezzate con tavolini per fare picnic. Il tutto sotto l’ombra degli alberi e in una bella frescura insperata anche nelle giornate più torride. Qui dopo mangiato si possono stendere tranquillamente gli asciugamani per fare un pisolino all’ombra, per poi ridiscendere al risveglio verso il mare 😉
Nelle giornate più limpide da quassù si riesce a vedere la costa africana, in particolare Capo Bon in Tunisia e il tramonto mette ancora di più in risalto questo tratto di costa…

35_tramonto da bue basso
Tramonto da Bue Marino

Pomeriggio al mare a Buemarino. Questa, per i locali e gli assidui frequentatori, è la spiaggia del mattino, dove in genere ci si ritrova tutti in piena estate a trascorrere la mattinata al mare. Noi, essendo fuori stagione, ci siamo andate di pomeriggio ed è stato molto gradevole lo stesso, anche perché gli scogli erano quasi tutti per noi.
È una discesa a mare spaziosa, forse è la più grande dell’isola e sul lato destro ha una caletta poco profonda e molto bella. È appena fuori dal paese, quindi nella parte nord di Pantelleria, ha il parcheggio comodo e si scende subito in spiaggia senza scarpinare. E l’acqua è bellissima come in qualsiasi altra parte dell’isola… addirittura molti anni fa qui mi capitò di vedere tra gli scogli più lontani un gruppetto di mucche 😄

Campobello
Campobello

Mattinata successiva: al mare a Campobello.
Campobello è una bella spianata di rocce a cui si arriva dalla perimetrale, uscendo dal paese e prendendo, prima del bivio per il lago, una stradina stretta che passa tra i giardini delle case. Si sbuca in un piccolo parcheggio sterrato e da lì si scende a piedi verso il mare in una rada tranquilla da utilizzare soprattutto quando tira il maestrale. Qui si è formata tra le rocce una minuscola piscina naturale, paradiso dei bimbi piccolissimi 😍

Scalinata di piastrelle
Scalinata di piastrelle a Cala Tramontana
Faraglione tra Cala Levante e Cala Tramontana
Faraglione tra Cala Levante e Cala Tramontana
Cala Tramontana
Cala Tramontana

Pomeriggio a Cala Tramontana. Come descritto in precedenza, Cala Tramontana è una discesa a mare che, insieme a Cala Levante e all’arco dell’Elefante, si trova sotto le frazioni di Khamma e Tracino. È una rada esposta a Nord molto tranquilla, se non tira maestrale, con di fronte un bel faraglione che la divide da Cala Levante. Per raggiungerla c’è da camminare pochissimo poiché con la macchina si riesce ad arrivare fin quasi al mare. Dato che qui le rocce non erano molto comode per sdraiarsi, è stata costruita una bella pedana in legno a doghe, che secondo me rende il posto ancora più particolare.

Lago Specchio di Venere
Lago Specchio di Venere

Ultimo giorno sull’isola 😭: mia madre è voluta ritornare al lago di Venere, le è piaciuto moltissimo ed è rimasta impressionata dall’inaspettato panorama che si svela improvviso dalla strada… come darle torto e negarle questo piacere? 🙂 La mattinata è stata piacevole e rilassante, anche se c’era già il magone per la ripartenza.

Vista sul monte Gibele
Vista sul monte Gibele

Ci sono molte altre tappe di Pantelleria che non abbiamo toccato e che non ho potuto mostrare a mia madre, ma le lascio un po’ di scoperte per la prossima volta che tornerà qui, magari per accompagnare mio padre che se lo meriterebbe!
Ad esempio altre discese a mare da vedere sono Cala Cinque Denti, con i suoi bellissimi colori, Balata dei Turchi, stupenda ma da raggiungere solo con un buon fuoristrada, Karuscia con le sue garitte, Punta Tre Pietre, Punta Fram, con le sue rocce nerissime e le sue immediate profondità, i siti a mare con la presenza di acqua calda che sono Nicá, tra tutti il più bello e quindi il più tosto da raggiungere, Gadir e Sataria.
Inoltre all’interno dell’isola meritano una visita le tombe bizantine, sarcofaghi scavati nel terreno, il sito archeologico di Mursia, risalente all’età del bronzo, la necropoli dei Sesi, grandi tombe in pietra del 2000 a.C., la Piana di Ghirlanda e la piana di Monastero con i loro campi alacremente coltivati, il Monte Gibele, una bocca di vulcano spento, le Favare con i loro soffioni geotermici, il Santuario della Margana e tanto altro ancora…
Altri posti da visitare gironzolando qua e la, magari di ritorno dal mare, sono la zona di “chianu nicu”, la parte antica del paese, il castello Barbacane o la nuova chiesa matrice in paese, uno accanto all’altro, la frazione di Scauri, dove fermarsi a prendere un aperitivo al bar “u friscu”, la frazione di Madonna delle Grazie, poche casuzze che godono di un tramonto spettacolare, Salto la vecchia, il punto a strapiombo sul mare più alto di tutta l’isola, tutti sulla costa ovest. Oppure Muegen, sopra il lago di Venere, o Sibà e San Vito sulla strada per la Montagna Grande.

Il porto di Pantelleria
Il porto di Pantelleria

Dove mangiare: arrivando alla gola, cosa da non trascurare mai soprattutto in vacanza, i posti dove ricrearsi il palato sono tanti… i miei ristoranti-pizzerie preferiti e collaudati sono “la Risacca” e “Acquamarina” in paese e “la Pergola” sulla perimetrale tra il paese e Scauri, mentre per un pranzo al sacco o un rinforzino del pomeriggio la pizzeria a taglio “Pinuzzo u palermitanu” è il mio fast food preferito con la focaccia alta stra-buona e le sue arancine 😋, oppure una bella coppa gelato dal “Goloso” o al “Tikirriki” o un aperitivo a “U Friscu” a Scauri.
In genere dopo la cena ci si ritrova tutti in paese per una “passiata” digestiva sul molo, ad ammirare le tante barche o per prendere un gelato in uno dei bar sul lungomare. Nelle sere di agosto sono aperti anche i negozi e spesso è visitabile anche il Castello Barbacane, anch’esso affacciato sulla banchina del porto. E poi tutti all’Oxidiana, l’intramontabile discoteca all’aperto di Pantelleria appena fuori paese in contrada Kuddie Rosse, dove si balla fino all’alba 😉.

Trasparenze del Laghetto delle Ondine
Trasparenze del Laghetto delle Ondine

Cosa riportare a casa: tra i consigli mangerecci da comprare ci sono al primo posto sicuramente i capperi, garantiti panteschi sono quelli della cooperativa dei capperi, il Passito e il Moscato, l’uva passa, l’ambrosia, un’eccezionale marmellata di uva zibibbo della consistenza del miele, il pane di farina rimacinata col sesamo, le olive, i pomodori secchi e i vari pesti a base di capperi…
Qualche ricordino da portare a casa o da regalare? Le ceramiche, in particolare le mattonelle quadrate con le rappresentazioni di Pantelleria.. mia madre ne ha una piccola collezione ricevuta nel corso degli anni 😄 oppure qualche piccolo oggetto in ossidiana, la cui raccolta e lavorazione qui è molto diffusa.

Particolare di un dammuso
Particolare di un dammuso
Dammusi e muretti a secco
Dammusi e muretti a secco

Difetti di Pantelleria? Semplicemente non ne ha 😄. I locali sono cordiali, specie se ti conoscono un po’, il mare è stupendo, la montagna e il resto dell’interno anche, la natura è selvaggia e bellissima, i tramonti a mare sono mozzafiato, c’è un po’ di storia da vedere specie quella molto antica, ci sono molte strutture ricettive per tutte le tasche e per ogni esigenza e i posti dove mangiare, passare la serata o fare l’aperitivo non mancano. Mettendo da parte la mia passione per Pantelleria, dico che potrebbero essere tenuti meglio il paese, le case circostanti, le strade e il faro di Punta Spadillo, si potrebbe organizzare qualche evento in più per attirare il turismo anche fuori stagione e si potrebbero potenziare i voli per raggiungerla tutto l’anno senza indebitarsi..

Olivi nani
Olivi nani

In conclusione, questo è il primo viaggio che pubblico in rete e non a caso è dedicato a Pantelleria… è un’isola che ho visitato molte volte, che visiterò molte altre volte e in cui ho veramente lasciato il cuore. Ho sempre pensato che sia un bel posto dove vivere, avendo di che vivere…
Sicuramente nello scrivere mi sono dilungata molto, lo ammetto :-), ma l’ho fatto d’impulso e nella speranza di trasmettere a chi avrà avuto la voglia e la pazienza di leggere fino a queste righe un pezzettino dell’amore che provo per quest’isola e la voglia di farci un bel viaggio…
Ringrazio chi mi ha prestato un po’ del suo tempo e della sua conoscenza x leggere quest’articolo e segnalarmi gli errori che avevo scritto, ringrazio chi più o meno lo ha letto tutto, più o meno spontaneamente :-D, invito chi ama viaggiare a visitare quest’isola e lo ringrazio se lo farà a seguito dei miei consigli (sembro quasi una scrittrice famosa dopo tutti questi encomi 😂) e… a presto Pantelleria!!!

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2 pensieri su “CIAO PANTELLERIA!

  1. Non sarai una scrittrice famosa, ma ti auguro di diventare una viaggiatrice famosa: per la tua gioia dei tuoi viaggi e la nostra di leggerli.
    🙂
    Aldo
    p.s. capisco ora perché ti sia così piaciuta l’Elba

    Mi piace

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